![]() Unione Astrofili Italiani |
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1. La base d'appoggio
Terminata la fase di preparazione, possiamo passare al montaggio delle parti elettriche della camera fredda. Abbiamo già posizionato provvisoriamente gli elementi del dito freddo, ora prepariamo la base sulla quale appoggiare la scheda con il CCD. Per garantire allo stesso tempo la possibilità di
regolare con precisione la posizione della scheda contenente il sensore
e la sua stabilità meccanica, la appoggeremo su 4 molle. Le molle da utilizzare devono avere un diametro interno di
circa 4 mm per potersi infilare sulle viti da 3 millimetri sporgenti
dal fondo e devono avere una lunghezza di circa 4 mm (misurata quando
la molla è completamente compressa). Probabilmente sarà necessario tagliare delle molle
più lunghe, così come è stato fatto per il
prototipo :
Per questa operazione è possibile usare la lama di
taglio presente in tutte le pinze, esercitando una energica pressione.
Durante l'operazione, evitare di tirare la molla per non deformarla. Se
è necessario piegare il metallo attorno al punto di taglio per
facilitare il distacco delle due parti, utilizzare una pinza a becco. Inseriamo ora una molla in ognuna delle quattro viti
sporgenti dal fondo della scatola. Ogni molla andrà ad
appoggiarsi sul bulloncino di tenuta presente sul fondo del contenitore
: ![]()
2. Inserimento
della scheda con il sensore.
Dopo aver inserito il CCD nel
suo zoccolo, mettete un po' di pasta termica sia sul dito freddo che
sulla superficie inferiore del sensore. E' sufficiente una
quantità che garantisca la completa copertura della superficie
di contatto tra il CCD ed il metallo, ma assicurarsi di non esagerare
per evitare che la pasta fuoriesca quando si andrà a comprimere
il sensore contro il dito freddo. Verificare la corretta
posizione dei due elementi in metallo che formano il dito freddo e
inserire la scheda nella camera. ![]() Benchè non ci sia
nessun problema
elettrico nel caso in cui la pasta termica dovesse venire in contatto
con i terminali del CCD, evitare il più possibile di sporcare le
superfici attorno alla zona di contatto poichè è molto
difficile
ripulirle. 3. Regolazione della posizione del CCD
Tutte le parti meccaniche
usate sono prodotte con processi
standardizzati che garantiscono una certa precisione nella lavorazione.
In particolare gli elementi del dito freddo, che sono parti di
profilati, dovrebbero assicurare il parallelismo tra la superficie del
dito freddo, a contatto con il sensore, ed il fondo del contenitore.
Questa caratteristica ci permette di usare il dito freddo come riferimento per la regolazione del CCD. Con una chiave a tubo avvitate
delle prolunghe da 15 mm finchè, senza forzare, appoggiano sulla
superficie della scheda:
Con questo sistema siamo
ragionevolmente sicuri che la superficie sensibile del CCD sia parallela
al fondo del contenitore. Soddisfare questa condizione rende
più facile rispettare l'ortogonalità tra sensore ed asse
ottico.
4. Collegamenti
I terminali della cella Peltier vanno inseriti come
mostrato in figura: ![]()
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